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	<title>Osteria Il Tributo &#187; Osteria Il Tributo |  &#187; site-admin</title>
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	<description>Ristorante Valdarno, Villa matrimoni Valdarno, Corso di cucina Valdarno, Agriturismo Valdarno Sale congressi</description>
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		<title>Il Pranzo di San Valentino 2021</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2021 12:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[site-admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Meleto Vecchia]]></category>
		<category><![CDATA['pranzo' 'sanvalentino 'toscana']]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro ristorante ha deciso di riaprire le porte i in totale sicurezza per il pranzo più romantica dell&#8217;anno. Siamo lieti di accogliervi nei nostri locali domenica 13 febbraio 2021 con piatti e sapori del nostro territorio interpretati per voi dal nostro chef Roberto Nocentini. &#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il nostro ristorante </strong>ha deciso di riaprire le porte i in totale sicurezza per il pranzo più romantica dell&#8217;anno.</p>
<p>Siamo lieti di accogliervi nei nostri locali domenica 13 febbraio 2021 con piatti e sapori del nostro territorio interpretati per voi dal nostro chef Roberto Nocentini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">Il nostro <span style="text-decoration: underline;"><em><strong>menù</strong> </em></span>prevede:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">..</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;"><strong>Aperitivo</strong><em> con entrèe di benvenuto </em></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">..</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;"><strong>Antipasto </strong>-<em>Starter</em></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">..</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;"><em>Mousse di ricotta, cavolo nero saltato, rosso d’uovo e scaglie di pecorino</em></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">..</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;"><strong>Primo piatti</strong>- <em>First course</em></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">..</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;"><em>Tortelli con cuore di zuccagiall</em><em>a, salvia e nocciole</em></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">..</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;"><strong>Secondi piatti- </strong>Main course</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">..</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;"><em>Tagliata di manzo con patate cotte nel sale grosso</em></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">..</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;"><strong>Dolci-</strong>Dessert</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">..</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;"><em>Mousse al cioccolato f</em><em>ondente  macarons e marmellata di limoni</em></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">..</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">Pane, acqua e coperto</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">..</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;">
<p style="padding-left: 30px; text-align: center;"><em>Prezzo  euro 38,00</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Wedding in Tuscany</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 09:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[site-admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Meleto Vecchia]]></category>
		<category><![CDATA['wedding']]></category>

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		<description><![CDATA[Il matrimonio di Sophie e Nick è la prova che l&#8217;amore vince su tutto! La giovane coppia americana si è conosciuta nel luglio del 2014 ed hanno subito deciso di sposarsi in Toscana ed è proprio in questo incantevole angolo del mondo che è stato scelto la...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div  class="vc_row wpb_row vc_row-fluid" style="text-align:left;">
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<p>Il matrimonio di Sophie e Nick è la prova che l&#8217;amore vince su tutto!</p>
<p>La giovane coppia americana si è conosciuta nel luglio del 2014 ed hanno subito deciso di sposarsi in Toscana ed è proprio in questo incantevole angolo del mondo che è stato scelto la nostra villa come il luogo del loro amore.</p>
<p>&#8221; Viaggiare è una parte importante della vita per noi, amiamo l&#8217;Italia e volevamo che i nostri cari fossero tutti con noi più a lungo nel nostro giorno del matrimonio,&#8221; hanno così affermato i fidanzati, ora sposi.</p>
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		<title>Il mistero del volto leggero di Bice</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 08:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[site-admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno d’autunno del 1989 Luciano salì sulla soffitta della villa. Solo i tetti ed i solai erano stati recuperati mentre il resto era ancora completamente distrutto.

Si mise ad osservare attentamente una stanza dopo l’altra e tutte le cianfrusaglie che erano state lasciate dalla ditta di trasloco del marchese. Scatole, vecchie pinze, pezzi di legno rotti, ante di armadio distrutte, angolini di cartone, transistor. C’era di tutto e la maggior parte di questa sorta di arnesi era stata ammucchiata in alcuni punti delle varie stanze.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div  class="vc_row wpb_row vc_row-fluid" style="text-align:left;"><section class="section  grid_section"><div class="section_inner clearfix"><div class='section_inner_margin clearfix'>
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			<p>Un giorno d’autunno del 1989 Luciano salì sulla soffitta della villa. Solo i tetti ed i solai erano stati recuperati mentre il resto era ancora completamente distrutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si mise ad osservare attentamente una stanza dopo l’altra e tutte le cianfrusaglie che erano state lasciate dalla ditta di trasloco del marchese. Scatole, vecchie pinze, pezzi di legno rotti, ante di armadio distrutte, angolini di cartone, transistor. C’era di tutto e la maggior parte di questa sorta di arnesi era stata ammucchiata in alcuni punti delle varie stanze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Improvvisamente si mise a piovere. Un temporale molto forte si riversò su Meleto mentre il babbo continuava con l’aiuto di una torcia elettrica ad osservare con attenzione oggetto per oggetto. Come d’improvviso spostando sassi e utensili si ritrovò in mano un pezzo di vaso in terracotta. Scrutandolo attentamente capì che quest’ultimo avrebbe dovuto fare parte di un’anfora o di qualcosa del genere molto grande e che probabilmente scavando meglio in quel gruppetto di macerie avrebbe trovato qualcos’altro di relativo a quest’ultima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si aiutò con entrambe le mani e scavò mentre il rumore della pioggia che batteva incessante sulle tegole del tetto si faceva sempre più forte, come un ticchettio di un orologio che corre all’impazzata. Man mano che ripuliva i pezzi di terracotta invecchiata il vaso riprendeva una forma parziale, ma si capiva che aveva un diametro di almeno trenta centimetri e che doveva essere molto pesante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Neppure un’ora dopo aveva quasi ripreso la sua forma originale. Era alto più o meno settanta centimetri, aveva una forma di calice e su due lati erano stati apposti due manici plasmati sempre in terracotta. Purtroppo però, oltre ad essere ridotto in pessime condizioni, mancava all’appello di quest’ultimo un grande pezzo centrale, senza il quale i vari pezzi non si sarebbero incastrarti vicendevolmente l’uno con l’altro. Una sorta di chiave di volta assolutamente assente di un puzzle affascinante quanto misterioso.</p>

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			<p>Cosa ci faceva quel vaso in soffitta? Perché era stato distrutto? Perché mancava proprio il pezzo chiave?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domande a cui era impossibile trovare una risposta. Almeno per il momento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma il babbo non si dette per vinto. Cercò dovunque. Sotto le travi, sotto altri gruppi di calce e vecchi mattoni, negli antichi mobili, dentro le crepe dei muri. Nulla. Il pezzo mancante non c’era, era scomparso misteriosamente chissà quando e come, il vaso non poteva prendere forma e doveva essere recuperato così com’era. In pezzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nonno la mattina dopo quando il babbo gli mostrò il ritrovamento portò tutto da un amico restauratore per far ripulire ad arte l’oggetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intanto passarono i giorni ed il babbo ormai quasi non ci pensava più. Non sarebbe stato mai possibile ritrovare la chiave di volta. Chissà dove era stata nascosta, gettata, murata magari in qualche muro della villa, da qualche parte, in chissà qualche epoca.</p>

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			<p>Il babbo si era chiesto a che periodo storico appartenesse quel vaso. Fantasticava su anni lontanissimi, magari secoli, ma non si dava pace per il dispiacere del non aver ritrovato l’ultimo pezzo, forse il più importante di tutti gli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una notte di alcuni giorni dopo non riusciva a dormire. La mattina all’alba si sarebbe dovuto svegliare per andare al lavoro all’autostrada e si agitava ancora di più a quel pensiero, dato che sarebbe andato via stanco. Verso le due prese sonno e sognò. Si rivide a Barberino camminare in un’aia verso il cancello di mezzo, che divide la casa padronale dalla prima parte del borgo. Giunto sulla soglia di pietra tra le due colonne, svoltò nella strada che da lì parte in direzione del bosco delle Coste e si avviò in discesa sotto i cipressi maestosi. Sognò sua nonna Attilia, scomparsa nel 1986. Stava seduta su un sasso non lontano da li, sembrava riposarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>— Luciano guarda da queste parti, il vaso non è lontano da qui —, gli disse con la sua voce pacata.</p>
<p>— Nonna cosa fai? — provò a chiamarla. — Nonna! —, urlò più forte. Fece per incamminarsi verso di lei ma improvvisamente si risvegliò sudato fradicio, senza capire per quanto tempo avesse sognato. Tiziana dormiva profondamente e la luce dell’alba iniziava a filtrare dalle persiane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si alzò, si lavò, si vestì ed andò al lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante la giornata si dimenticò completamente di quel sogno. Ebbe molto da fare e la nonna che gli riferiva quel segreto era ormai dimenticata, fuori dai suoi pensieri. Certi sogni del resto fatti certe notti rimangono in una sorta di ripostiglio della mente e solo di tempo in tempo se ne ritrovano stralci nella realtà, per caso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quel pomeriggio il babbo tornò da lavoro e si diresse a Barberino. Per caso ripercorse lo stesso tragitto del sogno. All’ora di cena, quando fece per tornare alla macchina, arrivò sulla soglia del cancello e lo chiuse. Nel chiudere il lucchetto improvvisamente il sogno ritornò fra i suoi pensieri. Riapparve la nonna e si ricordò di tutto. Si stropicciò gli occhi, scosse la testa e pensò. — Cosa sta succedendo? —, si domandò a voce alta.</p>

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			<p>Si voltò all’improvviso e s’incamminò verso la strada delle Coste sotto i cipressi maestosi. Dopo pochi metri vide un cumulo di macerie. Iniziò a scavare certo di poter trovare qualcosa di interessante ma non trovò nulla. Sicuro che aveva avuto un’allucinazione si convinse che non poteva essere vero e che tutto era frutto della fantasia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si alzò e si incamminò verso la macchina. Dopo due passi rialzò la testa e si voltò di nuovo. Ritornò a guardare le macerie sotto le quali non c’era nulla. Accanto a quest’ultime un altro gruppo di mattoni sembrava essere stato messo li per caso. Li sollevò tutti uno ad uno, fin quando arrivato alla fine, sotto l’ultimo mattone, apparve il pezzo del vaso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il babbo non credeva ai suoi occhi. Era tutto vero. Il sogno, la nonna, il cancello, il pezzo del vaso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non era però un pezzo qualunque. Era molto grande e sulla sua superficie era stato scolpito in basso rilievo in terra cotta un dolce volto di donna. Sotto il volto s’intravedeva una firma anche quella scolpita. Il babbo soffiò sulla calce e la polvere e pulì con un dito il punto esatto in cui la scritta si leggeva meno. “Bice Marsichi Lenzi, 1903”. Questa era la firma del volto di donna presente nel vaso. Il babbo sapeva che Bice era stata la proprietaria della tenuta proprio all’inizio del novecento e probabilmente, per lasciare futura memoria del suo passaggio, aveva fatto, come usava in quel tempo, cuocere un vaso di terracotta con il suo volto, la sua firma e l’anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Era trascorso quasi un secolo e quel vaso rotto dal tempo e chissà quali affanni, dopo un attento lavoro di ripulitura, tornò a respirare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi è uno dei simboli di Barberino, e Bice osserva tutti coloro che arrivano all’entrata del ristorante, silenziosa e piena di mistero, quasi abbia voluto farsi ritrovare dal babbo, dopo aver letto i suoi sogni.</p>

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		<title>Il sogno di un bambino</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2015 09:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[site-admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Boni]]></category>
		<category><![CDATA[Fogli di Té]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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		<description><![CDATA[All'interno dell'antico Salone del Granaio, nel 1995, insieme all'attuale ex-sindaco di Cavriglia Enzo Brogi, oggi Consigliere Regionale, Luciano e Tiziana buttarono giù il progetto dell'evento letterario Fogli di Tè, ovvero una serie di presentazioni di libri di autori più o meno conosciuti, focalizzati sul territorio valdarnese ma non solo, da organizzare ogni inverno, la domenica pomeriggio all'ora del tè. L'idea apparve fin da subito davvero esaltante e da allora Fogli di Tè ogni domenica di gennaio, febbraio e marzo ha luogo nello scenario suggestivo del Salone con grande successo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div  class="vc_row wpb_row vc_row-fluid" style="text-align:left;"><section class="section  grid_section"><div class="section_inner clearfix"><div class='section_inner_margin clearfix'>
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			<p>All&#8217;interno dell&#8217;antico Salone del Granaio, nel 1995, insieme all&#8217;attuale ex-sindaco di Cavriglia Enzo Brogi, oggi Consigliere Regionale, Luciano e Tiziana buttarono giù il progetto dell&#8217;evento letterario <strong>Fogli di Tè</strong>, ovvero una serie di presentazioni di libri di autori più o meno conosciuti, focalizzati sul territorio valdarnese ma non solo, da organizzare ogni inverno, la domenica pomeriggio all&#8217;ora del tè.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;idea apparve fin da subito davvero esaltante e da allora <strong>Fogli di Tè</strong> ogni domenica di gennaio, febbraio e marzo ha luogo nello scenario suggestivo del Salone con grande successo.</p>

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			<p>Ma gli eventi letterari a Villa Barberino non si sono limitati a ciò.</p>
<p>Ogni anni d&#8217;estate viene organizzata la rassegna letteraria &#8220;<strong>La luna nel pozzo</strong>&#8220;, in cui vari poeti della vallata e della Toscana intervengono con letture e ricordi della Toscana Mezzadrile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; invece del 2008 la pubblicazione del libro <strong>Babbo, ho fatto un sogno</strong> di Filippo Boni, figlio di Tiziana e Luciano. Il romanzo autobiografico racconta la storia del giovane autore e soprattutto quella della sua famiglia radicata nei secoli nel fazzoletto di terra valdarnese, che dal 1988 ha iniziato il recupero di Barberino. Il professore dell&#8217;Università di Firenze Fabio Bertini, nella prefazione ha scritto:</p>

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			<p>&#8220;È bello e commovente, eppure non si può piangere perché non è retorica, è realtà del vivere che contiene una forza. Ciò che Filippo ha scritto sono memorie e note di un’esistenza familiare, filtrate con poetica affabulazione. Ma non sono soltanto questo. Sono l’epica e il poema della toscanità, vissuta come svolgersi di valori testimoniati dalle generazioni emerse dal tempo delle campagne e persistenti perché interiori e sanzionati dal sacrificio. E sono anche espressione di una narrativa che nasce dai campi e dagli alberi come da un lessico speciale che coinvolge gli uomini e le donne, le famiglie e gli umori. Appartengono a una forza del raccontare che non ha pari nel mondo, che ha i suoi protagonisti in Fucini e nei fuciniani popolari, talvolta sconosciuti, in Tozzi, in Bilenchi, in Cassola, per l’equilibrio che i colori delle foglie, i profumi, i fremiti delle cose raggiungono con i fermenti dell’anima. Più costoro che Pratolini, dove assai spesso si percepisce un carico di costruzione retorica come se fosse faticoso ritrovare i valori fondamentali nella città che li ha perduti per sempre e vive d’altro. Le pagine di Filippo appartengono a una storia di uomini e cose che si svolge tra la caparbietà dell’esistenza e la dolcezza del paesaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E questa dolcezza non è il prodotto di un naturale dono divino dell’Eden, ma la faticosa costruzione di tante volontà coese da un’interpretazione dell’esistenza a conformare il paesaggio, la terra, i luoghi del vivere. È il nucleo forte della storia toscana, caparbia al punto di fare fronte all’arrembante incalzare di distruttivi valori provenienti da altri mondi con in poppa il vento della storia, intrisi di egoistici e mirabolanti traguardi, di solipsismo, di miracolistico e frustrante senso della velocità dell’esistenza, del fagocitare l’umanità dell’altro. Nella storia che, intorno al sogno della fattoria di Meleto, si snoda in queste pagine, le generazioni si toccano e si comprendono in un continuum di valori che si trasfondono e si reinterpretano senza togliere niente e senza piegarsi a niente. Il bene è il frutto di un solidale far fronte all’esistenza, il male è il perenne incombere di un destino che la volontà degli uomini rende, alla lunga, perdente. Non c’è male che regga al lungo tempo della comunità familiare densa di valori storicamente preparati a guardare al futuro anche nel momento più duro e infecondo dell’esistenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Fattoria di Meleto è il luogo di un’antica nobiltà proprietaria al declino della storia, di un impianto economico mezzadrile giunto al crepuscolo dopo l’apogeo, di sogni che si rendono reali, di un fare familiare che è talmente forte da permeare l’anima e farsi letteratura, come nelle pagine del lungo racconto di un divenire sociale ed economico ininterrotto ed eterno finché non si perderà il filo di sentimenti che sono prima di tutto poesia&#8221;.</p>

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		<title>Kung Fu Panda</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 09:00:19 +0000</pubDate>
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		<title>I nostri giardini nel &#8216;Il parco più bello&#8217;.</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 08:25:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il parco ed i giardini di Villa Barberino dopo una lunga selezione sono stati inseriti nel portale "Il Parco più bello" d'Italia con il patrocinio del Ministero del Turismo.]]></description>
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			<p>l parco ed i giardini di Villa Barberino dopo una lunga selezione sono stati inseriti nel portale &#8220;Il Parco più bello&#8221; d&#8217;Italia con il patrocinio del Ministero del Turismo.<br />
Un piccolo grande riconoscimento per noi, per un giardino ricreato con il cuore, il rispetto, la sensibilità, la ricerca e la passione di una famiglia per la propria terra e la sua storia lunghissima e feconda. Troppo spesso dimenticata e lasciata in mano all&#8217;oblìo.<br />
Un premio che è anche un monito, per chi coltiva la memoria con amore. Per il futuro.</p>

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		<title>Mine, il museo della miniera</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2015 17:39:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E' stato inaugurato il 4 luglio 2012, giorno del sessantottesimo anniversario delle stragi nazifasciste di Castelnuovo dei Sabbioni e Meleto, il Mine (Museo delle Miniere e del Territorio) nel paese di Castelnuovo dei Sabbioni (3,5 km da Villa Barberino), frazione di Cavriglia, il “paese-fantasma” che in passato ha fatto da location al film “Ivo il tardivo” di Alessandro Benvenuti.]]></description>
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<a href='https://www.osteriailtributo.it/mine-il-museo-della-miniera/mine_01/'><img width="150" height="150" src="http://www.osteriailtributo.it/wp-content/uploads/2015/02/mine_01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="mine_01" /></a>
<a href='https://www.osteriailtributo.it/mine-il-museo-della-miniera/mine_03/'><img width="150" height="150" src="http://www.osteriailtributo.it/wp-content/uploads/2015/02/mine_03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="mine_03" /></a>

<h2>A pochi chilometri da Villa Barberino</h2>
<p>E&#8217; stato inaugurato il 4 luglio 2012, giorno del sessantottesimo anniversario delle stragi nazifasciste di Castelnuovo dei Sabbioni e Meleto, il <strong>Mine (Museo delle Miniere e del Territorio)</strong> nel paese di Castelnuovo dei Sabbioni (<strong>3,5 km da Villa Barberino</strong>), frazione di Cavriglia, il “paese-fantasma” che in passato ha fatto da location al film “Ivo il tardivo” di Alessandro Benvenuti.</p>
<p>Presso Castelnuovo e Meleto infatti è stato, in passato (<strong>1845-1992</strong>), a lungo attivo un importante bacino minerario per l’estrazione della lignite in miniere sotterranee e, più tardi, a cielo aperto.</p>
<p>Un territorio che ha subìto, nel corso del tempo, profonde trasformazioni, la distruzione di paesaggi e di nove frazioni di antichissime origini, la costruzione di una centrale (oggi funzionante a metano), fino alla chiusura della miniera e il progressivo abbandono del vecchio borgo di Castelnuovo appunto, intorno agli anni settanta.</p>
<p>Il Mine nasce con l’obiettivo di preservare la memoria storica e scientifica relativa al territorio e alla sua miniera, mantenendo vive le storie di coloro che in quelle miniere hanno lavorato e, spesso, in condizioni estreme.</p>
<p>Storie di miniere e minatori ma non solo.</p>
<p>Nella memoria di Castelnuovo dei Sabbioni e di Meleto risiede un episodio storico grandissima drammaticità, ricordato come Strage di Cavriglia.<br />
La mattina del 4 luglio 1944, quattro paesi vicini (Meleto, Massa, San Martino e Castelnuovo) furono vittime di un sanguinoso eccidio nazista in cui molti civili innocenti furono barbaramente trucidati (192).</p>
<p>Il Museo Mine racconta anche questa storia, dedicando un’intera stanza all’ eccidio e alla memoria di quegli uomini massacrati che, come recita l’epitaffio sul monumento commemorativo “sono gli immortali di oggi“.</p>
<p>Anche Villa Barberino suo malgrado ospitò due dei suddetti eccidi ed alcune opere d&#8217;arte presenti in loco li ricordano, presso la reception potrai anche richiedere il libro <strong>Colpire la comunità, </strong>che ricostruisce quella terribile strage, scritto da Filippo Boni, che potrai volendo anche incontrare a Villa Barberino per una visita guidata.</p>
<p>Non perdere l&#8217;occasione di visitare il Museo a pochissimi chilometri da Villa Barberino!<br />
Chiedi i biglietti alla reception!</p>
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		<title>La fontana della beatitudine</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2015 17:28:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie alla sua luminosità, alla sua eleganza, alla sua ampiezza ed al suo fascino, ha sempre spiccato per un&#8217;essenza poliedrica, ideale per i matrimoni e le cerimonie, ma anche per le feste private, per i raduni automobilistici, per i concerti di qualsiasi tipo di musica,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alla sua luminosità, alla sua eleganza, alla sua ampiezza ed al suo fascino, ha sempre spiccato per un&#8217;essenza poliedrica, ideale per i matrimoni e le cerimonie, ma anche per le feste private, per i raduni automobilistici, per i concerti di qualsiasi tipo di musica, per i concorsi, per le presentazioni di libri, per le sfilate di moda, per il lancio di nuove linee di moda e per tutti i generi di eventi culturali.</p>
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		<title>Un giorno perduto nel tempo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 08:39:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Meleto Vecchia]]></category>
		<category><![CDATA[Meleto]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno perduto nel tempo, all&#8217;inizio degli anni settanta. La macelleria del nonno Giuseppe, nella Meleto vecchia, la panca, il mattino che scivola con Don Pompei a leggere il giornale.  Il nonno socialista, l&#8217;altro democristiano. La carne da scegliere, le preghiere da fare. &#160; Uno spaccato...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno perduto nel tempo, all&#8217;inizio degli anni settanta.<br />
La macelleria del nonno Giuseppe, nella Meleto vecchia, la panca, il mattino che scivola con Don Pompei a leggere il giornale.  Il nonno socialista, l&#8217;altro democristiano. La carne da scegliere, le preghiere da fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno spaccato di Toscana minore che ora brilla solo nelle rievocazioni storiche o addirittura folcloristiche. <span class="text_exposed_show">Don Pompei morì nel &#8217;79, il macello invece chiuse nel &#8217;93 lasciando il testimone al ristorante, sempre a Meleto, a Barberino. Giuseppe se ne andò tre anni dopo, nel &#8217;96.<br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="text_exposed_show">Il 13 novembre, tre giorni fa, erano diciotto anni tondi. Eppure la carne si sceglie ancora come voleva lui. E pure nel cuore, soprattutto lì, si scelgono i sorrisi come anche lui avrebbe voluto. Per tutti.</span></p>
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